A cena con le quattro A di cASAInsieme

 


 Tanta allegria e una cena con una cinquantina di persone tra i 2 e gli 80 anni, di culture e provenienze diverse: anche questo è cASAInsieme, il progetto che coinvolge gli abitanti di San Salvario e ASAI nella costruzione di un grande condominio ideale, capace di aprire le porte e di rispondere all’indifferenza con tante occasioni di ascolto e dialogo. Il 7 aprile, nella sede di via Sant'Anselmo, i vicini di casa intervistati durante le prime settimane di progetto si sono ritrovati per una cena condivisa, dove ognuno ha portato qualcosa da mangiare e da bere e, perché no, anche qualche parente o amico. Questo è il racconto di Patrizia, collaboratrice del progetto cASAInsieme. 

Ho iniziato la serata apparecchiando i tavoli nella sala verde, dove ho sistemato ogni tipo di piatto e specialità culinaria: torte salate, formaggi, salumi, insalatone, salse, succhi di frutta, vino e dolci. Non ci è voluto molto perché il chiacchiericcio crescesse. Alcuni si conoscevano e altri no, ma anche i più timidi – come nel mio caso – si sono lasciati coinvolgere nell'atmosfera frizzante. Dopo pochi minuti non esistevano più nemmeno le barriere linguistiche: io non conosco una parola di spagnolo eppure ho conversato allegramente con la mamma di Ione, che non parla l’italiano. Pur conoscendo poche persone, nel giro di mezz'ora chiacchieravo con chiunque. Ho assaggiato ottime specialità siriane, torte di verdure con un tocco argentino, una fetta di salame insieme a una mamma anche lei con la figlia all'estero.

Nell'altra sala, Riccardo e Fabio hanno presentato il lavoro svolto finora e un video in cui erano state raggruppate le foto delle persone intervistate dai giovani reporter di ASAI, che girano di casa in casa per raccogliere storie e impressioni sul quartiere. Le parole più ricorrenti sono state aggregazione, accoglienza, apertura, appartenenza, che d’ora innanzi chiamerò le quattro A! Anche la comunicazione e la connessione sono fondamentali, infatti nessuno si è tirato indietro. Sul cartellone creato dai ragazzi del doposcuola, i partecipanti hanno scritto i propri pensieri sul progetto. Qui spiccavano le parole calore, complicità e conoscenza. Io non sono residente a San Salvario e, nonostante sia nata a Torino, ho vissuto gran parte della mia vita in giro per il mondo. So cosa vuol dire essere extracomunitaria o comunque non appartenere allo stesso “gruppo”. Conosco bene la difficoltà di imparare una lingua nuova e di inserirsi tra persone con abitudini diverse dalle proprie. Capisco anche la soggezione e la diffidenza che si possono creare nell’accogliere qualcuno che non parla la lingua o che semplicemente non si conosce, che non guarda gli stessi programmi televisivi, che si veste in modo diverso o non vive la stessa quotidianità.

Durante la cena, assaggiando piatti di tante parti del mondo, tra un brindisi per il compleanno di Michela e uno per l’arrivo di un nuovo amico, tutti ci siamo conosciuti un po' meglio e ci siamo trovati uniti nelle quattro A. E le quattro A sono le parole che scriverò sul nostro cartellone, perché per me significano cASAInsieme: aggregazione, accoglienza, apertura, appartenenza.

 

A cura di Patrizia Martinelli

Foto di Edoardo