Loredana e Gianni

Gianni e Loredana vivono a San Salvario dal 1994.

In questo quartiere c’è tutto quello di cui hanno bisogno: negozi, artigianato, tante manifestazioni artistiche, appuntamenti culturali, mostre ed eventi. Per loro questo è verosimilmente il quartiere più vivo e interessante di Torino. Frequentano molti posti del quartiere, specialmente luoghi di ritrovo culturale come il Cineteatro Baretti, ma anche ristoranti, bar e pasticcerie: la locanda Clandestina, Carbonare, Bar dell’università, Castellino e tanti altri.

La parola che Gianni ha scelto per descrivere San Salvario è stata “inimitabile”, perché per lui San Salvario è come un quadro di Gilardi, in cui i vari elementi sono curati nei minimi dettagli e riprodotti integralmente in una mescolanza di colori. Anche Loredana condivide questo pensiero e la frase che usa per descrivere San Salvario è “Diversità delle persone”.

Davanti ad un ottimo caffè e dei dolcetti deliziosi e delicati, come l’accoglienza dei due coniugi, ci raccontano in pillole com’è cambiata San Salvario: negli anni Novanta c’erano i negozi di prossimità che offrivano servizi e curavano il territorio; con la loro chiusura, a causa delle grandi distribuzioni, si è dato il via a spaccio e altre forme di degrado. In quel periodo aumentava l’immigrazione di persone che arrivavano da ogni parte del mondo, con tutti i pro e i contro del fenomeno. Ad esempio, l’apertura dei  Phone Center: se da un lato è stato un investimento e una apertura anche ad un mercato mondiale, dall’altro, a volte, erano un luogo di ritrovo per persone che svolgevano attività illegali o riciclaggio, attraverso l'utilizzo di schede telefoniche.
Dal loro punto di vista l’immigrazione a San Salvario è stata, ed è tuttora, un’opportunità positiva di interazione con persone appartenenti a paesi diversi. Attraverso questa, si è arrivati allo scambio di idee, pensieri e cultura che hanno prodotto il quartiere multietnico di oggi. Entrambi hanno partecipato con grande orgoglio a questo cambiamento: infatti collaborano come volontari in ASAI dalla nascita dell’associazione, impiegandosi a più livelli su molteplici progetti.

Con il passare del tempo, gli esercizi per la Movida serale e notturna hanno fatto riaprire le serrande, lasciando spesso però al mattino in pessime condizioni le strade e le vetrine degli altri pochi commercianti che al mattino si apprestano ad aprire. Di per sé alla coppia la Movida piace; ciò che non piace è come alcune persone usufruiscano della Movida. Alcuni frequentano locali in modo poco educato e senza porsi dei limiti, manca l’argine di controllo ai pochi facinorosi. Il problema non è il rumore o la confusione che arrivano dai locali, ma gli schiamazzi alle 4 del mattino di qualche soggetto non lucido o semplicemente maleducato.

Gianni e Loredana non cambierebbero nulla del loro quartiere: escono di casa, conoscono tutti e vengono trattati sempre bene; piuttosto, aggiungerebbero delle cose come ad esempio organizzare aperture pomeridiane per rendere più vivo il territorio, un servizio di raccolta rifiuti porta a porta, maggiori controlli sui commercianti per quel che riguarda quest’ultima e una pulizia più accurata delle strade e dei dehors.