Sachà, la profumeria



In una profumeria, gli odori grezzi ma spontanei della natura trovano la loro adeguata e inebriante esaltazione; qui l'artista è come un alchimista che tramuta la materia e ne sfaccetta l'odore, perfezionando l'opera originaria. Un luogo simile è in Corso Marconi: la profumeria Sachà. È qui che abbiamo incontrato Sonia, la proprietaria di questo negozio acquistato da sua madre nel lontano 1985. Avvolti dalle note aromatiche del luogo, ci siamo fatti con lei una interessante chiacchierata su San Salvario, un quartiere quasi alchemico.

 

 

All'epoca San Salvario era semplicemente un quartiere comodo, poiché vicino al centro – ci spiega Sonia – ma non possedeva ancora quella fisionomia multiculturale che lo rende adesso così pittoresco, ma – ammette – "tutta la città era meno caratteristica rispetto ad adesso". Sonia si autodefinisce quasi la "memoria storica" di un quartiere che, se oggi è soprattutto una zona residenziale, ha attraversato però dei periodi molto bui/cupi, specie fra gli anni Ottanta e Novanta, quando lo spaccio di droga era un fenomeno più consistente e "il quartiere era vissuto con paura". Se le si domanda con quale immagine, parola o episodio descriverebbe il suo quartiere, Sonia risponde senza alcuna esitazione: "Lo racchiuderei nei i suoi colori. È difficile richiamare alla mente, colta così alla sprovvista, un ricordo particolare o un aneddoto curioso che riguardino la routine quotidiana in profumeria, gli episodi sarebbero milioni, poiché questo tipo di mestiere consente ogni giorno di entrare a contatto con tantissime persone. Sicuramente percepisco sempre molto affetto. Essendo poi San Salvario un quartiere nevralgico della città, mi capita molto spesso di imbattermi in persone del mio passato, addirittura della mia infanzia. È un costante crocevia di incontri". Naturalmente qualche piccola crepa in questo quadro idilliaco c'è, e Sonia non la nasconde: senza dubbio un aspetto da curare meglio è quello della nettezza urbana: "San Salvario purtroppo è un quartiere sporco. Al mattino non è raro trovare sul marciapiede accanto alla serranda o nel proprio vaso di fiori, le classiche bottiglie di birra e lattine, i postumi di una movida notturna che resta comunque di per sé un elemento molto positivo nella vita di un quartiere che ora più che mai è divenuto fruibile alla massa. Quello della pulizia delle strade, più che un problema di gestione comunale/municipale, è un problema di maleducazione e inciviltà dei singoli, una questione culturale".

 

 

Ed anche l'erogazione di servizi culturali è estremamente ricca e variegata/stimolante: Sonia ama molto frequentare il Cineteatro Baretti e segue anche un corso di yoga in zona. Ma se il quartiere ha di certo molto da offrire ai suoi abitanti/cittadini, che cosa può donare a sua volta il singolo inquilino di questo affollato condominio al proprio vicinato? Di quali iniziative di aggregazione può farsi promotore o fautore? Sonia ha le idee chiare: al di là dell'idealismo e di tutti i buoni/migliori propositi, i ritmi giornalieri di un esercizio commerciale non lasciano molto tempo all'organizzazione di eventi, né talvolta alla semplice partecipazione, ma sicuramente la mia profumeria è un luogo aperto a tutti, soprattutto all'ascolto e all'intreccio di relazioni. Ho inserito apposta una panchina al suo interno, perché le persone possano entrare e sedersi a fare quattro chiacchiere, trovare un'oasi di calma e di relax in cui ripararsi dal frastuono esterno e riscoprire il contatto con se stessi. E proprio a questo scopo è adibita la vera sorpresa del negozio: una graziosa e minuscola sala da tè nascosta al piano di sopra, ricavata da un'autentica sauna finladese in legno. In questo piccolo eremo del silenzio, Sonia non solo si ritira di tanto in tanto a schiacchiare un sonnellino, ma talvolta invita anche le sue clienti a sorseggiare una tisana: "Un momento passato qui può anche alleviare uno stato d'animo negativo". Ma i progetti potenzialmente attuabili sono tanti, a partire da percorsi di approfondimento tematico, per esempio sul/a partire dal benessere: Sonia ci racconta infatti che a breve si terrà nel suo negozio un incontro con una dottoressa esperta di nutrizione. "Il desiderio vorrebbe essere quello di riuscire a creare un ambiente che – senza voler essere troppo ambiziosi – possa contribuire a migliorare la vita delle persone".

 

 

Non resta dunque che porre a Sonia un'ultima domanda: cosa ti aspetti dal progetto CASAInsieme? – "Che permetta all'ASAI di farsi conoscere. Io stessa ho frequentato l'associazione quando mio figlio era piccolo e mi sono trovata benissimo, e credo che CASAInsieme possa fungere da vettore di aggregazione in quello che è uno degli ultimi quartieri-borghi di Torino".

 

A cura di Anthea